mercoledì 13 aprile 2011

OUT OF ORDER







































COMUNICATO STAMPA


Mimmo Di Maggio
è artista poliedrico, acclamato hair stylist & make-up artist, collabora da anni con le testate di moda più prestigiose e di livello internazionale. La sua irriducibile curiosità estetica e l’osservazione dell’altro da se, lo porta 
a sviluppare, parallelamente alla ricerca fashion, un indagine sociale concretizzatasi nella analitica serie di opere in digital collage. Grandi Immagini digitali da colori sgargianti, esuberanti, si sovrappongono scansione dopo scansione. Tracce di un quotidiano confuso e caotico, si mescolano su riproduzioni di banconote, dove tutto si muove e si costruisce. L’immagine finale, fascinosamente inondata di pixel, si presenta come un mix di colori sapientemente dosati, così come i segni e i segnali della società globalizzata che qui vede la materializzazione estetica del proprio linguaggio. Mimmo Di Maggio è nato a Milano nel 1963. Vive e lavora a Milano e Verona.
                                                                                                                       Pina Gigi
http://www.odarte.com

lunedì 28 giugno 2010

VIE DEL GUSTO




Arte: "Stratificazioni visive" di Chiara Corridori


Arte e design si uniscono per la collettiva
Bad Habits che serpeggia tra gli ambienti
dell'albergo. Da non perdere, al secondo
piano, i collage digitali di Mimmo Di Maggio
che sovrappone a scansioni di banconote
immagini di oggetti familiari, in un gioco
quasi infinito di accumulazioni ricco di
spunti visivi, suggestioni, riconoscimenti.
Milano, Nhow Hotel, fino al 12 settembre.


mercoledì 19 maggio 2010

EXIBART.ONPAPER N.66

Secondo Piano: Avarizia. 
Cattive Abitudini disegnate in Un art-Hotel Milanese.



Ogni Piano è lo specchio di una cattiva abitudine, "immortalata" dalle opere d'arte e design che ospita. Siamo a Milano, e soprattutto siamo in zona Tortona, e da queste parti non c'é limite alla creatività, anche nell'inventarsi modi sempre più bizzarri per presentare l'opera di artisti e designer. E allora il Nhow Hotel ne convoca una ventina, li divide per piani e gli chiede di interpretare una cattiva abitudine umana: a partire dalla lobby, dove le poltrone di Plus+ by Takeidea rappresentano la pigrizia, mentre a Rolf.fr, con Cutting Edge, tocca invece il tema del tradimento. Salendo al secondo piano si incrocia l'avarizia nella sua collezione Out of Order, collage digitali in cui a scansioni di banconote vengono sovrapposte immagini di oggetti a tutti familiari, opera di Mimmo Di Maggio. Altri protagonisti? Da Matco a Luca de Santis, Sergio Goglia, Maurato, Fausto Mazza, Rohn Meijer, Ludmilla Radchenko, Baek Ki Kim, Daniele Basso (GlocalDesign), Fabrizio Bellomo, Bihain, Thomas de Lussac, Element-s, Heewon Kim, Moro Pigatti, Ifeanyi Oganwu (Expand Design Ltd.), Valerio Porru, Ricrea, Rolf.fr, Seletti, Wandschappen.

giovedì 8 aprile 2010

BAD HABITS

















COMUNICATO STAMPA

Art & Design Exhibition
Nhow Hotel | Via Tortona 35 Milano
OPENING 29 Aprile ore 19 - 22 | 1° piano
Visibile dal 29 aprile al 12 settembre 2010


Arte e design si uniscono nella nuova mostra al nhow hotel in una lotta
contro le cattive abitudini. nhow offre ai suoi visitatori una cura che parte 
dalla lobby per smussare quegli angoli del carattere che ci impediscono di
essere persone migliori e quindi più felici. A seconda del livello di gravità
dell’abitudine acquisita, il visitatore può scegliere il piano appropriato per
combatterla. Ogni piano è infatti lo specchio di una diversa cattiva
abitudine, che attraverso le opere d’arte e design che ospita permette un
confronto con essa. Distendendosi su morbidi pouff e accendendo lampade
illuminanti la cura inizia, e continua con le opere in mostra su ogni piano,
dalla fotografia alla pittura, alla grafica, per un viaggio attraverso e fuori se
stessi. Cambia un’abitudine e cambierai il mondo!


LOBBY_bad habits soup
Come di consueto, la lobby introduce al tema della mostra e presenta
questa volta una varietà di cattive abitudini. Si parte con l’essere
SOVRAPENSIERO, e cioè con una serie di lavori di LUCA DE SANTIS,
giovane artista nelle cui opere le arti si fondono. Fotografia, intervento
pittorico e video si compenetrano in immagini dove i paesaggi urbani e
umani sono un tutt’uno con i luoghi dei pensieri che si accavallano nelle
nostre teste e che fuggono nello spazio esterno come animaletti impazziti.
Possiamo cercarli, accudirli, celarli agli altri o regalarli al mondo. I soggetti
sono arretrati su un piano secondo rispetto alla folla di pensiero-oggetto
che alberga le loro menti. Si tocca poi la PIGRIZIA, rappresentata dalle
poltrone di PLUS+ by TAKEIDEA, qui in mostra anche con un divano in
anteprima. Attraverso il design, la creatività e la sostenibilità, Takeidea
crea poltrone e sofà morbidi e leggeri, realizzati con materiali naturali,
dalla canapa accoppiata al giornale, alla pelle conciata. Dall’indolenza
si passa al TRADIMENTO, rappresentato dai mobili di ROLF.FR. La
collezione ‘Cutting Edge’ va letta infatti come un incontro inaspettato tra
due elementi apparentemente inconciliabili che si allontanano dal loro
mondo per accoppiarsi a un altro: un vecchio (mobile) incontra una
giovane e fresca (interpretazione).


LOUNGE_sweet tooth
GOLA: un dolcetto tira l’altro, che sia di miele e cioccolato o che sia un
soffice pouff che si chiama muffin. ELEMENT-S, studio di design italiano,
realizza oggetti di design che in mostra ricreano un mondo fatto di
pasticcini, bastoncini di zucchero colorato e petali canditi. Sconsigliato
l’accesso alle persone a dieta.


UNDERGROUND_bad habits underground
SELETTI e MAURATO presentano in due diversi allestimenti un mondo
all’apparenza infantile e colorato, in realtà metafora delle cattive
abitudini contemporanee e di sempre, comportamenti universali legati
all’essere Uomo. Il visitatore si può riconoscere in una o più cattive
abitudini, ma per farlo deve avvicinarsi, deve osservare. Per riconoscere
una propria bad habit è necessario compiere un viaggio dentro se stessi
e imparare a guardarsi dall’esterno.


1 FLOOR_fame
Anche la FAMA, insieme con la ricerca del potere, può diventare una 
cattiva abitudine, specialmente quando non se ne ha mai abbastanza e se 
ne cerca sempre di più. La rappresentano i colori esplosivi delle opere di
LUDMILLA RADCHENKO. Sulle sue tele volti noti del mondo del 
cinema dello spettacolo sono circondati, e spesso sopraffatti, da dripping,
applicazioni, incrostazioni di colore che quasi li sfigurano, così come la
fama allontana da loro se stessi, e anche dal pubblico, il loro vero volto.
_disorder
Un uomo lotta con una sedia di legno come se fosse viva, quasi fosse un
avversario da combattere in carne e ossa. E’ un uomo che cerca di
cambiare le sue cattive abitudini, prima tra tutte il DISORDINE, nelle opere
di ROHN MEIJER, dalla serie ‘Naked Chair’. Ma è anche un uomo che lotta
col design stesso, col suo significato e coi significati che di epoca in epoca,
lui sceglie di attribuirgli. (Sedute di MASSIMO RASERO).
_heaviness
Anche l’essere PESANTI, ridondanti, coprire i nostri interlocutori con
coperte di parole, con problemi inesistenti e paure infondate, può diventare
una cattiva abitudine. MATCO lo rappresenta simbolicamente con opere
grafiche che mettono all’erta già nella forma. Riprendendo il disegno dei
cartelli d’attenzione, Matco invita, con un sorriso ironico, a prendere
talvolta la vita un po’ più alla leggera. Al piano, piccola sala d’attesa di
FABRIZIO BELLOMO, THOMAS DE LUSSAC e RI-CREA per chi vuole
misurare il proprio livello di pesantezza.


2 FLOOR_penny-pinching
L’AVARIZIA può essere buona per il conto in banca, ma non è certo
elegante e non è affatto una bella abitudine. Ce lo insegna
MIMMO DI MAGGIO con la sua collezione ‘Out of order’, collage
digitali in cui a scansioni di banconote vengono sovrapposte immagini di
oggetti a tutti familiari, in una accumulazione tale da celare l’immagine
originaria a favore di una nuova, ricca di suggestioni. Accanto alle
banconote non possono mancare gli spiccioli, fondamento della
‘parsimonia’, rappresentate da comodi pouff e tappeti colorati creati da
ELEMENT-S.


3 FLOOR_vanity: too many me’s
E’ alla VANITA’ che acceca e fa ricercare solo la propria immagine in cui
compiacersi che è dedicato il terzo piano, con le pareti di specchi in acciaio
e alluminio opera di DANIELE BASSO (GlocalDesign). Lo specchio,
simbolo della vanità, diventa per contrasto oggetto della crescita e della
riflessione. Uno strumento trasversale a tutte le culture, presente in tutte le
case, che ha consentito all’uomo ed all’umanità di riconoscersi e
distinguersi dagli altri animali, oggi viene riproposto per prendere
coscienza di sé e della società, invitando a reagire con etica. In questi
specchi si riflettono folle di omini Moonwalk - lampade disegnate da
THOMAS DE LUSSAC – esseri inconsapevoli della loro reciproca 
identicità e che cercano invano nel solo loro riflesso la convinzione 
della propria essenziale diversità.


4 FLOOR_d-inner doubts
La perenne INDECISIONE è diventata la cattiva abitudine della donna
protagonista della prima storia che ci racconta il quarto piano. Questa
donna vuole preparare una cenetta romantica, ma… ‘Cosa compro da
mangiare? Cosa mi metto? Cosa cucino?’ … Il dubbio che ormai fa parte
di lei e la lacera dentro corrode anche le foto che la ritraggono, dalla serie
‘Metamorphosis’ di ROHN MEIJER). E intanto anche i fiori comprati per la
tavola si stancano e scolorano (Felt Plants di WANDSCHAPPEN). 
_indifference
Soprattutto nelle grandi città è facile diventare ciechi, finire per vedere solo
se stessi e ignorare il vicino. È una cattiva abitudine che se non va cambiata
rischia di farci vivere in città popolate di estranei aggressivi l’uno con
l’altro. La selezione di fotografie di SERGIO GOGLIA, (tratte da una serie di
opere realizzate per un calendario a sostegno dell’Unicef) rappresentano
questa INDIFFERENZA nei nastri che coprono gli occhi di volti anonimi e 
che di conseguenza ne legano anche le mani, le braccia. Uno dei volti 
ritratti però ha gli occhi scoperti e aperti, in una possibilità di presa di 
coscienza. Così, quasi per magia i nastri si sciolgono, e scendendo 
dall’opera dando vita a una seduta (di VALERIO PORRU).


ARTE: Matco, Luca de Santis, Mimmo Di Maggio, Sergio Goglia, Maurato,
Rohn Meijer, Ludmilla Radchenko. DESIGN: Kim Ki Baek, Daniele Basso
(GlocalDesign), Fabrizio Bellomo, Bihain, Thomas de Lussac, Element-s,
Kim Hee Woon, Moro Pigatti, Ifenanyi Oganwu (Expand Design Ltd.),
Valerio Porru, Ricrea, Rolf.fr, Seletti, Plus+ by Takeidea, Wandschappen.


Mostra curata da Elisabetta Scantamburlo
Dynamic Space Management by Ghg

nhow hotel
via tortona 35
milano
tel. 02 48955144

lunedì 8 febbraio 2010

ART OUT FASHION / OUT DESIGN

COMUNICATO STAMPA

In concomitanza con la Milano Fashion Week, per il secondo anno OD’A Palestra Artistica, ospita “ART out fashion / out design”. Artisti, Designer e Professionisti della Moda, sono invitati a confrontarsi in un evento che va al di là del prodotto di consumo, attraverso le loro creazioni che prendono forma rivelando mondi onirici o surreali, visioni ideali o iperrealiste plasmate da una ritrovata manualità. Multimedia, Installazioni, abiti scultura, performances, design one of a kind, poesia. 10 mondi raccontati da altrettanti autori, stilisti e designer che in totale contro tendenza ora, qui e in questo luogo, scelgono l’assenza di riproducibilità. L’evento sponsorizzerà una iniziativa benefica ed il ricavato della vendita delle opere degli artisti-designer sarà devoluto all’associazione animalista Chiliamacisegua. 


La mostra sarà visibile fino al 3 Aprile 2010. 


In mostra opere di: MIMMO DI MAGGIO - ALESSANDRO 
GARAU & FRANCESCA CAPURSO - MONIA GIANNINI 
- MAGIA 2000 - PAOLO MONINA NOA - PENSIERO 
VERDE - PAOLO RENZA - TESTA QUADRA DESIGN - 
LAURA TIPO - ILARIO PASTORE musicista MERITXELL 
CUCURELLA JORBA poetessa


http://www.odarte.com