Nhow Hotel | Via Tortona 35 Milano
OPENING 29 Aprile ore 19 - 22 | 1° piano
Visibile dal 29 aprile al 12 settembre 2010
Arte e design si uniscono nella nuova mostra al nhow hotel in una lotta
contro le cattive abitudini. nhow offre ai suoi visitatori una cura che parte
dalla lobby per smussare quegli angoli del carattere che ci impediscono di
essere persone migliori e quindi più felici. A seconda del livello di gravità
dell’abitudine acquisita, il visitatore può scegliere il piano appropriato per
combatterla. Ogni piano è infatti lo specchio di una diversa cattiva
abitudine, che attraverso le opere d’arte e design che ospita permette un
confronto con essa. Distendendosi su morbidi pouff e accendendo lampade
illuminanti la cura inizia, e continua con le opere in mostra su ogni piano,
dalla fotografia alla pittura, alla grafica, per un viaggio attraverso e fuori se
stessi. Cambia un’abitudine e cambierai il mondo!
Come di consueto, la lobby introduce al tema della mostra e presenta
questa volta una varietà di cattive abitudini. Si parte con l’essere
SOVRAPENSIERO, e cioè con una serie di lavori di LUCA DE SANTIS,
giovane artista nelle cui opere le arti si fondono. Fotografia, intervento
pittorico e video si compenetrano in immagini dove i paesaggi urbani e
umani sono un tutt’uno con i luoghi dei pensieri che si accavallano nelle
nostre teste e che fuggono nello spazio esterno come animaletti impazziti.
Possiamo cercarli, accudirli, celarli agli altri o regalarli al mondo. I soggetti
sono arretrati su un piano secondo rispetto alla folla di pensiero-oggetto
che alberga le loro menti. Si tocca poi la PIGRIZIA, rappresentata dalle
poltrone di PLUS+ by TAKEIDEA, qui in mostra anche con un divano in
anteprima. Attraverso il design, la creatività e la sostenibilità, Takeidea
crea poltrone e sofà morbidi e leggeri, realizzati con materiali naturali,
dalla canapa accoppiata al giornale, alla pelle conciata. Dall’indolenza
si passa al TRADIMENTO, rappresentato dai mobili di ROLF.FR. La
collezione ‘Cutting Edge’ va letta infatti come un incontro inaspettato tra
due elementi apparentemente inconciliabili che si allontanano dal loro
mondo per accoppiarsi a un altro: un vecchio (mobile) incontra una
giovane e fresca (interpretazione).
GOLA: un dolcetto tira l’altro, che sia di miele e cioccolato o che sia un
soffice pouff che si chiama muffin. ELEMENT-S, studio di design italiano,
realizza oggetti di design che in mostra ricreano un mondo fatto di
pasticcini, bastoncini di zucchero colorato e petali canditi. Sconsigliato
l’accesso alle persone a dieta.
UNDERGROUND_bad habits underground
SELETTI e MAURATO presentano in due diversi allestimenti un mondo
all’apparenza infantile e colorato, in realtà metafora delle cattive
abitudini contemporanee e di sempre, comportamenti universali legati
all’essere Uomo. Il visitatore si può riconoscere in una o più cattive
abitudini, ma per farlo deve avvicinarsi, deve osservare. Per riconoscere
una propria bad habit è necessario compiere un viaggio dentro se stessi
e imparare a guardarsi dall’esterno.
Anche la FAMA, insieme con la ricerca del potere, può diventare una
cattiva abitudine, specialmente quando non se ne ha mai abbastanza e se
ne cerca sempre di più. La rappresentano i colori esplosivi delle opere di
LUDMILLA RADCHENKO. Sulle sue tele volti noti del mondo del
cinema e dello spettacolo sono circondati, e spesso sopraffatti, da dripping,
applicazioni, incrostazioni di colore che quasi li sfigurano, così come la
fama allontana da loro se stessi, e anche dal pubblico, il loro vero volto.
Un uomo lotta con una sedia di legno come se fosse viva, quasi fosse un
avversario da combattere in carne e ossa. E’ un uomo che cerca di
cambiare le sue cattive abitudini, prima tra tutte il DISORDINE, nelle opere
di ROHN MEIJER, dalla serie ‘Naked Chair’. Ma è anche un uomo che lotta
col design stesso, col suo significato e coi significati che di epoca in epoca,
lui sceglie di attribuirgli. (Sedute di MASSIMO RASERO).
Anche l’essere PESANTI, ridondanti, coprire i nostri interlocutori con
coperte di parole, con problemi inesistenti e paure infondate, può diventare
una cattiva abitudine. MATCO lo rappresenta simbolicamente con opere
grafiche che mettono all’erta già nella forma. Riprendendo il disegno dei
cartelli d’attenzione, Matco invita, con un sorriso ironico, a prendere
talvolta la vita un po’ più alla leggera. Al piano, piccola sala d’attesa di
FABRIZIO BELLOMO, THOMAS DE LUSSAC e RI-CREA per chi vuole
misurare il proprio livello di pesantezza.
L’AVARIZIA può essere buona per il conto in banca, ma non è certo
elegante e non è affatto una bella abitudine. Ce lo insegna
MIMMO DI MAGGIO con la sua collezione ‘Out of order’, collage
digitali in cui a scansioni di banconote vengono sovrapposte immagini di
oggetti a tutti familiari, in una accumulazione tale da celare l’immagine
originaria a favore di una nuova, ricca di suggestioni. Accanto alle
banconote non possono mancare gli spiccioli, fondamento della
‘parsimonia’, rappresentate da comodi pouff e tappeti colorati creati da
3 FLOOR_vanity: too many me’s
E’ alla VANITA’ che acceca e fa ricercare solo la propria immagine in cui
compiacersi che è dedicato il terzo piano, con le pareti di specchi in acciaio
e alluminio opera di DANIELE BASSO (GlocalDesign). Lo specchio,
simbolo della vanità, diventa per contrasto oggetto della crescita e della
riflessione. Uno strumento trasversale a tutte le culture, presente in tutte le
case, che ha consentito all’uomo ed all’umanità di riconoscersi e
distinguersi dagli altri animali, oggi viene riproposto per prendere
coscienza di sé e della società, invitando a reagire con etica. In questi
specchi si riflettono folle di omini Moonwalk - lampade disegnate da
THOMAS DE LUSSAC – esseri inconsapevoli della loro reciproca
identicità e che cercano invano nel solo loro riflesso la convinzione
della propria essenziale diversità.
La perenne INDECISIONE è diventata la cattiva abitudine della donna
protagonista della prima storia che ci racconta il quarto piano. Questa
donna vuole preparare una cenetta romantica, ma… ‘Cosa compro da
mangiare? Cosa mi metto? Cosa cucino?’ … Il dubbio che ormai fa parte
di lei e la lacera dentro corrode anche le foto che la ritraggono, dalla serie
‘Metamorphosis’ di ROHN MEIJER). E intanto anche i fiori comprati per la
tavola si stancano e scolorano (Felt Plants di WANDSCHAPPEN).
_indifference
Soprattutto nelle grandi città è facile diventare ciechi, finire per vedere solo
se stessi e ignorare il vicino. È una cattiva abitudine che se non va cambiata
rischia di farci vivere in città popolate di estranei aggressivi l’uno con
l’altro. La selezione di fotografie di SERGIO GOGLIA, (tratte da una serie di
opere realizzate per un calendario a sostegno dell’Unicef) rappresentano
questa INDIFFERENZA nei nastri che coprono gli occhi di volti anonimi e
che di conseguenza ne legano anche le mani, le braccia. Uno dei volti
ritratti però ha gli occhi scoperti e aperti, in una possibilità di presa di
coscienza. Così, quasi per magia i nastri si sciolgono, e scendendo
dall’opera dando vita a una seduta (di VALERIO PORRU).
ARTE: Matco, Luca de Santis, Mimmo Di Maggio, Sergio Goglia, Maurato,
Rohn Meijer, Ludmilla Radchenko. DESIGN: Kim Ki Baek, Daniele Basso
(GlocalDesign), Fabrizio Bellomo, Bihain, Thomas de Lussac, Element-s,
Kim Hee Woon, Moro Pigatti, Ifenanyi Oganwu (Expand Design Ltd.),
Valerio Porru, Ricrea, Rolf.fr, Seletti, Plus+ by Takeidea, Wandschappen.
Mostra curata da Elisabetta Scantamburlo
Dynamic Space Management by Ghg
nhow hotel